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Archivio Gennaio 2007

La conoscenza delle radici

26 Gennaio 2007 2 commenti

Estratto dal discorso di Shri Mataji Nirmala Devi tenuto in occasione di un programma pubblico a Cardiff nel 1984

Devono avervi già spiegato cosa significa Sahaja Yoga: saha significa con e ja significa nato: nato con voi, innato. Tutti noi abbiamo il diritto di ottenere questo yoga spontaneo, cioè l’unione col Divino. Ascendere verso il Divino è un nostro diritto di nascita. L’unica cosa che dobbiamo fare è raggiungere quello stato di consapevolezza in cui possiamo renderci conto dell’esistenza di un livello di ricerca superiore, dentro di noi. Come esseri umani la prima cosa che cerchiamo è il cibo, poi un riparo, una casa, proprietà, denaro, potere e poi ci accorgiamo che, anche se abbiamo raggiunto tutto questo, non abbiamo ottenuto ciò che volevamo, cioè uno stato di gioia. È così che ci mettiamo a ricercare in maniera più approfondita per scoprire in che cosa dovrebbe consistere lo stato in cui poter rimanere in gioia assoluta.

Molte persone non hanno alcuna idea di cosa aspettarsi e sono anche piuttosto ignoranti sulla natura di questo albero della vita, costruito dentro di noi.
Ciò di cui sto per parlarvi è la Conoscenza delle radici.
Con tutto il nostro progresso, ciò che riusciamo ad ottenere è la Conoscenza dell’Albero, mentre invece dobbiamo ottenere la conoscenza delle Radici che sono quelle che sostengono quest’albero. Se non arriviamo a questa conoscenza, può essere che un bel giorno, questo grande albero che sembra così stabile, venga completamente distrutto. È importante, quindi, che tutti ottengano questa Conoscenza delle radici all’interno di se stessi, della società e del genere umano nel suo insieme. Dobbiamo renderci conto che siamo arrivati ad un punto della consapevolezza umana in cui scopriamo di esserci persi.
Al giorno d’oggi siamo molto confusi, perché vengono a galla moltissime idee. Tutte queste idee ci confondono e non sappiamo più dove guardare, cosa guardare. Il sistema di valori è cambiato così rapidamente e drasticamente che è difficile per noi stargli dietro.

Nonostante tutto, sembra debba esserci una qualche speranza per noi: dopo tutto Dio è colui che ha creato questo Universo; deve preoccuparsi della sua creazione; deve fare qualcosa al riguardo. Non è necessaria soltanto la nostra preoccupazione per futuri eventi scioccanti, che potremmo subire a causa degli errori che abbiamo commesso in passato. È Lui che ci ha creato ed è Lui che metterà a posto tutto quanto per noi. Noi ci illudiamo di fare questo e quello, ma ciò che facciamo è solo trasformare materia morta in materia morta. Non interveniamo su ciò che è vivente. Non possiamo trasformare un fiore in un frutto. Possiamo però vedere come, in natura, a seconda delle stagioni ci siano fiori diversi e maturino frutti di diverso tipo.

Se un essere umano osserva attentamente se stesso, rimarrà sorpreso dal modo perfetto in cui è creato. C’è qualcosa di speciale riguardo a noi esseri umani. Sappiamo talmente tante cose più degli animali. Un animale può passare per un vicolo sporco, non capisce nulla di architettura, di colori, di bellezza, ma noi come esseri umani abbiamo tante idee, anche astratte. Finora abbiamo vissuto in un mondo relativo ma, oltre questo, esiste un livello in cui raggiungiamo uno stato assoluto.

Tutto ciò che sappiamo è così relativo che è difficile decidere che cosa sia veramente giusto e sbagliato. In una dimensione di relatività possiamo dire che una cosa è un po’ giusta e un’altra è un po’ sbagliata; e allora ci viene da pensare: “Ma siamo davvero completamente evoluti?” No, non lo siamo. Quando dico questo, dovreste prenderlo come un’ipotesi, con la mente molto aperta, da scienziati; e soltanto dopo che sia stato provato dovreste accettarlo come legge, non prima. È molto difficile credere che possiamo diventare lo Spirito. Questo è uno dei grandi problemi nei dei tempi moderni e molte volte, quando parlo di diventare lo Spirito, la gente dice: «Ma come è possibile che sia così facile?». È il processo vivente della nostra evoluzione e se è compiuto dal potere di un Dio vivente, allora deve essere molto semplice.

Se dovete far germinare un seme vi limitate a metterlo nella Madre Terra; il seme ha la capacità di diventare la pianta e la Madre Terra ha la capacità di farlo germinare. Allo stesso modo, questo avvenimento (diventare lo Spirito) deve aver luogo. Oggi questo tempo è venuto, il tempo del giudizio è venuto, ed è il momento di capire ciò che ci giudicherà. Non sarà un potere di qualche tipo, una qualche autorità, ma sarà qualcosa dentro di noi che si chiama Kundalini e che è situata nell’osso triangolare chiamato sacro. Vedete, i greci già lo sapevano, è per questo che hanno chiamato quest’osso sacro. Ma cos’è quest’osso, nella conoscenza biblica? È il riflesso della Spirito Santo. Dobbiamo capire che se esiste un Dio Padre e un Figlio ci deve essere una Madre. La Madre primordiale, che è lo Spirito Santo, è riflessa dentro di noi come Kundalini.
Nel nostro cuore è riflesso Dio Onnipotente. È Lui il testimone di qualunque cosa facciamo. Questa energia (Kundalini) crea, manifesta ogni cosa dentro di noi e dimora poi, in uno stato dormiente, nell’osso triangolare. Viene detta “energia residuale” perché non si è ancora manifestata. È il potere del nostro desiderio che è reale ed è l’unico, tra i desideri che abbiamo, ad essere puro. Tutti gli altri desideri non sono reali; se così fosse ognuno di essi sarebbe soddisfatto e non desidereremmo altro…..

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La Montagna

5 Gennaio 2007 Commenti chiusi


Poesia scritta da Shri Mataji Nirmala Devi (fondatrice di Sahaja Yoga) nel 2002

La montagna

Dalla mia finestra osservo una montagna
immobile come un vecchio saggio
priva di desideri
colma di amore.

Tanti alberi e tanti fiori saccheggiano di continuo la montagna.

La sua attenzione non è disturbata
anche quando la pioggia scroscia simile a tanti vasi di nuvole prorompenti
e riempie di vegetazione la montagna.

I temporali possono innalzare e colmare il lago di compassione
e i fiumi scorrono riversandosi nel mare che li chiama.

Il sole creerà nuvole
ed il vento trasporterà sulle sue ali lievi la pioggia sulla montagna.

Questo è l?eterno gioco
che la montagna osserva
priva di desideri.

Originale in inglese

Mountain

I see a mountain from my window
Standing like an ancient sage
Desireless, full of love.

So many trees and so many flowers
They plunder the mountain all the time.

It?s attention is not disturbed
And when the rain pours like
Many pitchers of clouds bursting
And it fills the mountain with greenery.

The storms may come soaring,
Filling the lake with compassion
And the rivers flow running down
Towards the calling sea.

The sun will create clouds and
Wind carries on its feathery wings
The rain on to the mountain.

This is the eternal play
The mountain sees
Without desires.