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Archivio Novembre 2006

Non ci sarà mai pace nel mondo finché non avremo pace dentro di noi

16 Novembre 2006 Commenti chiusi


Estratti da un discorso di Shri Mataji Nirmala Devi (fondatrice di Sahaja Yoga) a Bordi il 7 Febbraio 1985

“…E innanzi tutto la pace deve essere dentro. Dovete essere in pace dentro di voi

…La pace deve essere sperimentata in gioia, deve essere sentita dentro di voi.

…E non è che sentirsi in pace voglia dire grande silenzio fuori di voi: la pace deve essere
‘dentro’.
L’ avete già, lo Spirito è completamente in pace, – avyagra : senza alcuna agitazione.
Non c’ è agitazione nel vostro Spirito, esso è costantemente in pace.
Sta a voi sentirla, non spetta a nessun altro certificare quel che voi sentite o no.
Questo è il primo punto.

…Cercate quindi di fare pace con voi stessi, non lottate con voi: “Perché dovrei farlo? Sono così cattivo! Non dovrei averlo fatto!” Non dovremmo avere un atteggiamento simile.
Prima di tutto cercate di non combattere contro voi stessi.

…Ma non è “cosa non funziona in voi” il problema.
Dovreste orientarvi piuttosto su quel che va bene in voi.
Qualunque cosa vada bene in voi, puntate su quello, stabilizzatevi su quel punto e poi sviluppatevi più in alto.

…La pace interiore si esprime, per prima cosa, come pace con gli altri.
È questo il primo segnale di manifestazione di pace.
Una persona di questo tipo non usa parole dure, non usa parole crudeli, ma non per questo è una persona inefficace.
È molto efficace, anche usando parole molto belle e dolci.
Forse inizia con l’ usare parole dure, poi si addolcisce e arriva ad uno stadio in cui è efficace anche se usa parole molto dolci e gentili.
Si deve sviluppare esteriormente una personalità di questo tipo.

…Il Giappone, so, è affetto da modernismo, ma lo Zen insegna loro un certo tipo di cultura per cui, se due giapponesi si scontrano con la macchina, non dicono niente; escono dalla macchina, si inchinano l’ un l’ altro, ritornano nella macchina e via.
Se poi avranno qualcosa da reclamare andranno in tribunale, ma senza litigare.
Perché che bisogno c’ è di litigare? Quando ho domandato ad un giapponese: “Come mai vi comportate cosi?, mi ha risposto: “?; ma che bisogno c’ è di litigare per strada? Dopotutto se c’ è da pagare ci pensa l’assicurazione.
Se la macchina è rovinata, bene, la pagheranno, perché mettersi a gridare contro l’ altra persona?” È molto sensato e pratico, mi pare.
Perché sprecare fiato per una cosa assolutamente da niente? Non ne otterrete nulla.
So invece di gente che grida e insulta ogni persona che incrocia mentre guida.
È veramente una cosa tremenda il modo in cui certa gente guida e conduce, allo stesso modo, la propria vita.
Imprecano continuamente: che uno è così, che un altro si comporta cosà, che quel tale è cattivo.

…La seconda cosa che potete fare per creare pace, è parlare di meno.
Anche se c’ è una discussione o simili, state tranquilli.
Vedrete, avrà un effetto migliore.
Se due persone stanno litigando, non cercate mai di risolvere la discussione, ma state solo tranquilli; stare tranquilli è molto importante.
Anzi, state zitti.
Ma non si dovrebbe andare all’ estremo opposto, come nella cultura inglese: loro proprio non parlano, qualunque cosa accada.
Non parlano, ma pensano troppo.
Dovete stare tranquilli, sentendo dentro di voi: “Dio benedica queste persone in qualche modo.”
Non deve essere un atteggiamento freddo, glaciale, ma un atteggiamento di pace, efficace pace, la pace che è efficace.
In questa nuova cultura, quindi, dobbiamo essere persone assolutamente ricolme di pace, questa pace deve manifestarsi sul vostro viso.
La gente deve capire che siete in pace.

…Per avere pace, il modo migliore per mettere la vostra mente a posto è di pensare a cose buone.
Pensate ai fiori, non alle spine.
Le cose buone che gli altri hanno fatto per voi! Le cose buone che ci sono! I meravigliosi momenti che avete passato! E contate le vostre benedizioni.
Contate le vaste benedizioni altrimenti non potete creare la pace.

…Un altro aspetto della pace consiste nel non dare mai sostegno a cose che siano violente o distruttive.
Nessuna cosa distruttiva deve mai essere sostenuta, e invece, si deve proteggere e sostenere chiunque sia torturato o aggredito o dominato.
Se avete la forza della pace, lo potete fare. Cercate di essere fermi su un punto: non dovete combattere per la pace.”

Riferimenti: Sahaja Yoga

Le religioni

1 Novembre 2006 Commenti chiusi


Tratto da un discorso di Shri Mataji Nirmala Devi del 1993 in Italia

?? Naturalmente, tantissimi santi vennero a parlare di nobiltà, di perdono, di unità, di unione. Dissero tutto. Nacquero grandi profeti, anche loro arrivarono a parlarne, ma la gente non era ancora abbastanza preparata. Hanno avuto gli insegnamenti a poco a poco, e tutto questo iniziò ad agire sulla gente.

Ma il più grosso problema venne con le cosiddette religioni che furono fondate.
Queste religioni, tutte le religioni, uscirono dai binari e formarono delle specie di pozzanghere: i musulmani qui, i cristiani lì, gli indù là; questo è così; questo è così… Avevate veramente bisogno di un Fiume di Verità per riempire tutte queste pozzanghere e renderle Una.

È ignoranza assoluta, pura stupidità pensare che un essere umano sia superiore ad un altro.
Si può dire soltanto una cosa, e cioè che siete ad uno stadio diverso. Alcuni sono ad un livello diverso, alcuni sono ad uno stadio più elevato, ma in generale non potete condannare nessuno dicendo che non va bene, che questa società non va bene, che quella società non va bene. Potete dirlo a livello individuale, non in generale.

Questa ignoranza era così cupa poiché era diventata collettiva, è un?ignoranza collettiva.
Tutti si unirono collettivamente per dire: ?Questa è la religione migliore, siamo gli unici eletti?. Un altro disse: ?No, no, no… loro sono assolutamente perduti. Siamo noi i migliori?.
E in nome della religione, in nome di Dio Onnipotente, diedero inizio a queste assurdità.”

Riferimenti: Sahaja Yoga